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2026 · Webapp no sense

Cetriolo

Ideazione, microcopy e sviluppo

Una webapp volutamente inutile e quindi sospettosamente onesta: clicchi un cetriolo, ottieni una frase, guardi un contatore salire e per un attimo Internet smette di prendersi sul serio.

Case study

Cetriolo nasce da una domanda che nessun brief dovrebbe contenere, ma che ogni tanto bisogna avere il coraggio di farsi: quanta dignità può avere una webapp in cui clicchi un cetriolo?

La risposta breve è: abbastanza.

La risposta lunga è sotto. Mi spiace, ma ormai siamo qui.

La premessa assurda

Prendere una cosa completamente inutile e trattarla con una cura quasi sospetta. Un cetriolo cliccabile, animazioni, frasi casuali, un contatore e un reset quotidiano alle 23:59. Niente dashboard motivazionale, niente promessa di produttività personale, niente grafici che fingono di sapere come stai.

Solo un gesto piccolo, ripetibile, vagamente terapeutico e senza alcuna pretesa di migliorare il genere umano.

Che, a pensarci bene, è già più onesto di parecchie app.

Il mio contributo

Ho lavorato sull’esperienza completa: idea, tono, interazione, microcopy e struttura della webapp. L’obiettivo era farla sembrare semplice senza farla sembrare buttata lì. La differenza è sottile, ma importante: il no sense funziona solo quando dietro c’è controllo, ritmo e un minimo di ossessione per i dettagli.

Il click doveva essere immediato. Le frasi dovevano arrivare senza spiegoni. Il contatore doveva essere leggibile. Il reset giornaliero doveva dare quel piccolo senso di rito inutile che, inspiegabilmente, ti fa tornare. Anche la FAQ doveva fare la sua parte: spiegare l’inspiegabile senza rovinarlo.

Perché funziona

Perché non tutto deve diventare contenuto strategico, lead magnet o caso studio con grafici finti. A volte un progetto piccolo serve a testare tono, reazione, interazione, memoria visiva e velocità di rilascio. E a volte serve solo a vedere se una persona clicca davvero un cetriolo più di una volta.

Cetriolo è questo: un esperimento digitale leggero, costruito per far sorridere, ma anche per ricordare una cosa che mi interessa molto: la tecnologia non deve sempre spiegarsi. Ogni tanto può limitarsi a funzionare, essere strana, e lasciarti con la domanda peggiore possibile.

“Perché ci sto cliccando sopra?”

Risultato

  • Una webapp minima, veloce e immediata.
  • Una micro-interazione facile da capire anche senza istruzioni.
  • Un tono volutamente assurdo, ma coerente.
  • Un oggetto digitale piccolo, inutile e quindi sorprendentemente sincero.
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